L'editoriale del direttore Elio Pariota:"Venezia, incubo gabbiani"

Venezia. Siedo al tavolino di uno dei caffè che si affacciano sulla splendida piazza San Marco. Armeggio con lo smartphone. Il cameriere si avvicina e con malcelato imbarazzo copre con una tovaglietta il mio toast che staziona pigro nel piatto. “Prima che lo consumi Lei c’è il rischio che lo faccia il gabbiano”, suggerisce con modi cortesi. Un mezzo sorriso di chi la sa lunga e sparisce. “Esagerato!”, dico tra me e me. E invece oggi ho la conferma di averla scampata bella. Come nell'indimenticato film di Hitchcock, gli uccelli stanno diventando sempre più aggressivi. Leggo che proprio a Venezia qualche giorno fa hanno aggredito cittadini e turisti intenti a mangiare un panino per strada. Risultato: almeno due finiti in ospedale e altri a ricorrere a medicamenti vari. Insomma, un incubo. E stavolta non è colpa della sporcizia. Anzi parrebbe configurarsi l’esatto contrario: con il nuovo sistema dei rifiuti porta a porta i volatili non trovano più riserve alimentari nei cassonetti e dunque diventano violenti perché affamati. Un problema per una città meravigliosa che si appresta ad introdurre la tassa di accesso per i turisti. Dalla quale, forse, andrebbe stornata una parte attribuibile al “pericolo gabbiani”.

Commenti

  • Foto di carmine piscopo

    carmine piscopo dice:

    Briciola alla nota del Direttore Pariota “Venezia, incubo gabbiani”. Caro Direttore, così va questo mondo! Quando gli umani insipienti disattendono le fondamentali regole ecologiche della “casa comune”, accade anche l’incidente del futuro da te lamentato: affamati gabbiani programmati ad aggredire il cornetto del tapino “adam”. I saggi amministratori della “cosa pubblica” violano, con cocciuta caparbietà, il rispetto dovuto a tutti gli altri nostri conviventi su questo infinitesimale pianeta. Ahi me, paideie neglette! I vuoti della nuova scuola per le generazioni future non sono stati colmati ancora.

    09 Feb 2019 16:05
  • Foto di Mario Palmiero

    Mario Palmiero dice:

    Beh, almeno a Venezia la questione si risolve (per ora) con un tovagliolo sul tramezzino. A Genova e nel savonese, per lo “sconfinamento” dei lupi (!) del comprensorio del Beigua, l’amministrazione è stata costretta a correre ai ripari con un complesso sistema di recinzioni meccaniche elettrificate. Così come a Trieste. Peggio la città di Roma dove - è cronaca di questi giorni - uno scooterista è morto impattando con un cinghiale e, come Roma, anche Torino e Bari che oltre che con i cinghiali, si combatte con i cani selvatici che si avvicinano alle case e sbranano i greggi di pecore. E se a Venezia – e aggiungerei a Napoli – ci sono i Gabbiani, a Bologna hanno i falchi… Non solo terra e cielo però, anche mare. Alle Eolie i pescatori hanno un nuovo nemico da combattere: gruppi di delfini circondano le imbarcazioni e mangiano i totani che stanno per essere pescati. I pescatori sono infuriati e pronti allo sciopero lì dove non si corresse ai ripari; tra Lipari e Salina raccontano di un fatturato sceso del 70 per cento e di famiglie in crisi. Un fenomeno solo italiano? No. Ne cito uno ma sarebbero tanti. A Cape Town, 500 babbuini divisi in sedici bande hanno terrorizzato per giorni la capitale sudafricana. Sono entrati nelle case per rubare il cibo dai frigoriferi, hanno scippato le signore per strada e fatto irruzione nei negozi di frutta e verdura. Una vera e propria rivolta della giungla. E allora è una questione di città sporca o pulita? No. A Roma si rovista nei cassonetti, a Venezia dove di cassonetti non ce ne sono ci si serve direttamente al bar, benissimo, ma il motivo è sempre lo stesso: la sopravvivenza e la ricerca di quel cibo che l’uomo sta facendo sparire dagli ecosistemi naturali degli animali. Si può dare loro una colpa? Forse no. Possiamo noi fare qualcosa? Probabilmente sì. Nel frattempo, un tonno e maionese è più che accettabile.

    11 Feb 2019 13:50

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