L'editoriale del Direttore Elio Pariota:"Overtourism, non demonizziamolo"

Città europee afflitte dal sovraffollamento di turisti. Con annessi conflitti con i residenti. Il fenomeno è racchiuso in una sola parola: Overtourism.

I numeri sfornati già da qualche anno dall’Organizzazione Mondiale del Turismo sono implacabili: più di 1 miliardo e 300 milioni i turisti hanno varcato le frontiere del proprio paese di residenza. Nel 2030 ne saranno 2 miliardi.

A fare la parte del leone – neanche a dirlo – la Cina: i viaggiatori dagli occhi a mandorla erano circa 10 milioni e mezzo nel 2000, diventeranno 400 milioni entro il 2030.

Da Barcellona a Venezia, da Lisbona ad Amsterdam – e chi ne ha più ne metta - si cerca di correre ai ripari di quella che viene percepita come un’autentica invasione dei luoghi più gettonati. Frastuono, caos, sporcizia e comportamenti deplorevoli di una parte dei turisti sono il comune denominatore della protesta dei residenti.

Non credo che inasprimento delle tasse di soggiorno, chiusure agli accessi ai punti più frequentati ed altre misure restrittive abbiano molto senso.

Occorre invece saper gestire i flussi. Ad esempio ottimizzando le attività di controllo, moltiplicando i servizi igienici, velocizzando lo smaltimento dei rifiuti.

Il turismo è una risorsa preziosa. Non cadiamo nella tentazione di demonizzarlo.

Commenti

  • Foto di Emanuela Grippo

    Emanuela Grippo dice:

    Gentilissimo Direttore. Pensieri esagerati . Un mondo massificato che esplode in turismo e tecnologia. Ci saranno luoghi e posti ancora anonimi e sconosciuti dove folle di turisti non hanno messo ancora piede? Molte citta' sono disabitate; fantasma senza abitanti; solo turismo "mordi e fuggi" ; di abitazioni ridotte a casa vacanza. Le citta' chiedono aiuto; soffrono. Le citta' vuote parlano di piu' di citta' piene; implorano silenzio. Isole totalmente rivestite di plastica; folle ; epidemie; virus; esagerazioni. Restituiamo ai luoghi e ai posti il loro significato piu' profondo; che non riusciamo più a cogliere per lo spropositato afflusso che ci confonde. Grazie Emanuela Grippo

    31 Jan 2020 21:39
  • Foto di Vincenzo Merlino

    Vincenzo Merlino dice:

    Ma sì, caro Direttore, anche su questo tema mi trovo d'accordo con lei. Un po' di grano salis e di buon governo non guasterebbero, anziché stigmatizzare il fenomeno che, o di riffa o di raffa, è elemento portante delle mete turistiche. Certo, maleducazione, inciviltà e altri aspetti negativi dell'agire umano non sono tollerati e vanno combattuti a prescindere, anche se non credo siano a tale scopo efficaci tasse e limitazioni generalizzate. Ma cosa sarebbero, per l'appunto, le città turistiche senza turisti? Grazie e buona domenica a tutti! VM

    02 Feb 2020 09:41
  • Foto di Mario Palmiero

    Mario Palmiero dice:

    Il turismo è considerato da sempre un’attività positiva che porta ricchezza nelle comunità meno conosciute e permette la sopravvivenza e la conservazione delle città storiche in rovina. Tuttavia, quando le mete non sono più in grado di gestire l’accoglienza per mancanza di strumenti o perché non ci sono politiche di governance adeguate, allora si giunge al collasso, all’overtourism, e in tal modo diventa impossibile visitare un monumento, usufruire dei mezzi pubblici, i musei diventano inaccessibili e il degrado dei luoghi aumenta vertiginosamente, parallelamente al disagio di chi quei luoghi li vive quotidianamente. Sono d’accordo sul fatto che la soluzione non sia nella chiusura dei siti, nell’imposizione di dazi o nelle limitazioni all’accesso, e se le città non troveranno una soluzione alternativa allora continueranno a beneficiarne solo quelli che sono la causa dell’overtourism: le compagnie aeree low cost che hanno permesso ad una fascia di turisti con capacità di spesa più bassa di organizzare vacanze scegliendo destinazioni prima impensabili, le compagnie navali che con le crociere riversano enormi flussi di persone che solitamente spendono molto poco nelle destinazioni, creando però enormi disagi ai residenti, ed i titolari di quelle attività extralberghiere spesso fuori controllo, che attirano un tipo di turismo low cost che non porta alcun beneficio economico, generando un minor gettito fiscale ed innescando una guerra al ribasso sui prezzi. Certo non esiste una soluzione valida per tutti perché ogni destinazione ha le proprie peculiarità ed ognuna di esse dovrebbe individuare delle soluzioni mirate alle proprie necessità ma, per tutte, c’è bisogno soprattutto di una buona governance e di strategie politiche da parte dei governi locali in grado di regolamentarne i flussi. Oggi, promuovere le destinazioni senza preoccuparsi della gestione dell’accoglienza non è più possibile e bisogna iniziare a chiedersi entro quali limiti il turismo smette di portare benefici ma solo costi sociali.

    02 Feb 2020 16:52
  • Foto di Carmine Piscopo

    Carmine Piscopo dice:

    Caro Direttore, hai ragione a rimarcare che il turismo non deve essere demonizzato. Il Creatore, dopo lunghi sei giorni di architettura creativa, al settimo si riposò, ammonendo la sua ultima splendida, armoniosa ed amata creatura, con l’affidamento dell’ottavo giorno biblico, di rilassarsi, di godersi la levità, dopo una settimana di lavoro. E’ da tale dettame che principia, in età moderna, il turismo d’èlite che, con la democratizzazione degli Stati, diventerà “di massa”, amplificandosi a dismisura nello spaccato epocale presente. L’enorme massa di vacanzieri in cerca di relax e di piacere esplode nella seconda metà del secolo scorso in Italia, in pieno boom economico, con il connesso acquisto della seconda casa, a comode rate mensili, a mare o in montagna. Altra cosa è il turismo culturale inteso a visitare le stupende magnificenze dell’arte o dei mirabili beni ambientali. Questa versione di turismo, questa sì che esige gestionalità dei flussi, oculata vigilanza, gentile accoglienza, diffusi servizi igienici, mediatori linguistici et coetera. Ad agevolare tale turismo, oltre ai servizi di ordine pubblico, occorrono misure ordinate delle municipalità dei luoghi dove insistono opere d’arte atte ad evitare scempi, oltraggi e deturpazioni del patrimonio, con il concorso dei cittadini che hanno seguito una corretta paideia di accoglienza.

    03 Feb 2020 13:02

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