L'editoriale del direttore Elio Pariota:"Londra - New York in auto? Chissà"

A Vladimir Yakunin, presidente delle Ferrovie russe, di certo non manca l’estro. Il suo progetto di collegare Londra a New York - in una sorta di nuova Transiberiana del Terzo Millennio da percorrere in auto - farebbe felici milioni di aspiranti viaggiatori frenati dalla paura di volare. Presentato qualche anno fa a Mosca all’Accademia delle Scienze russa, l’itinerario è da film “horror”: circa 20mila km di autostrada, dalla Manica allo sbarco in Francia, poi Germania e Polonia; quindi in Russia, tagliando la Siberia sino alla Čukotka (estremo oriente russo ai confini con l'Alaska dalle condizioni climatiche proibitive) e finalmente in America attraversando il Canada per giungere a New York. A 100 km orari occorrerebbero 8 giorni di guida ininterrotta. Non osiamo immaginare come cavarsela a temperature glaciali (fino a -60°); oppure ad attraversare lo Stretto di Bering su un ipotetico ponte sull’Oceano lungo poco meno di cento chilometri. Fantasia? Chissà. Di certo un bello spot interculturale che esalta le potenziali ricadute turistiche. Mentre noi ci impantaniamo nella TAV.

Commenti

  • Foto di Mario Palmiero

    Mario Palmiero dice:

    Quella di un’autostrada infinita che, attraverso l’Europa prima e costeggiando la Transiberiana poi, possa scavalcare lo stretto di Bering per giungere in Alaska e collegare Londra a New York, è in pratica l’evoluzione “globalizzata” della vecchia idea del solo ponte sullo Stretto di Bering che circola sin dal 1849, quando il primo governatore del Colorado William Gilpin avanzò la proposta di collegare l’America all’Asia attraverso un sistema ferroviario intercontinentale. Certamente adesso ricorrono tutte le condizioni politiche, sociali, economiche e non ultime, tecnologiche, per la realizzazione di quest’opera monumentale - di qui l’iniziativa di Vladimir Yakunin - ma chi accetterebbe di guidare per ventimila chilometri, attraversando un ponte sull’oceano, sfidando il ghiaccio e condizioni estreme? Anche spendendo miliardi, l’autostrada Transiberiana rischia di rimanere un qualcosa di irrealizzabile ma il punto non è questo. Non è l’autostrada, non è la fattibilità o l’opportunità o meno della sua realizzazione, no, il punto che intuisco voglia evidenziare, Direttore, è l’idea che volendo, si potrebbe realizzare, per l’impegno e la serietà dei Paesi coinvolti, e con la consapevolezza che si lavorerebbe non per una striscia di asfalto ma per un nastro che unirebbe gli interessi di tutti i Paesi coinvolti. Mentre invece, l'amara constatazione, è che in Italia per la sola TAV siamo ancora fermi. Peggio, si nega tutto.

    10 Mar 2019 17:54

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