L'editoriale del Direttore Elio Pariota:"La battaglia di Greta"

Cento miliardi di euro entro il 2030. È quanto la Germania stanziera' per la protezione del clima e la transizione energetica. Obiettivo: diventare climaticamente neutrali da qui a al 2060. Dunque qualcosa si muove nell'apparente indifferenza delle istituzioni. Troppo alto il rischio che sta correndo il Pianeta, troppo vicino il baratro largamente preannunciato dagli scienziati. Milioni di giovani di tutto il mondo - dall'Australia al Giappone, dall'Africa all'Europa - si sono riversati ieri per le strade iniziando lo "sciopero per il clima". 150 Paesi mobilitati sul tema; il 50% dei cittadini UE che sacrificherebbe la crescita pur di proteggere il clima; il 74% degli italiani che si dichiara propenso a rendere il cambiamento climatico centrale nell'azione di governo... Greta Thunberg - la 16enne attivista svedese che con le sue proteste silenziose ha creato un vero e proprio movimento popolare in difesa dell'ambiente - la sua battaglia l'ha gia' vinta. "Uniamoci dietro la scienza", ha tuonato. Sa che non é piu' tempo di tentennamenti. Ora lo sanno pure i cittadini. E forse lo ha capito anche la politica.

Commenti

  • Foto di carmine pòiscopo

    carmine pòiscopo dice:

    21 settembre 2019. Stringa al post del Direttore Elio Pariota “La battaglia di Greta”. Caro Direttore, la scienza da sempre dimostra che l’universo è a rischio di estinzione. L’esortazione paolina del “gemito della creazione in attesa” è stata fatta propria da Papa Francesco nel 2015 con l’espressione francescana “Laudato sì”. La giovinetta Greta Thunberg invita i potenti del Globo alla resa della crescita. Gli opinionisti annunciano il disastro infernale. La Regina della pace dice che le forze del male (Mysterium iniquitatis) sono scatenate per il poco tempo che rimane a loro. E, la Paideia ecologica dove va? Gli esiti nefasti della sua assenza sono sotto gli occhi di tutti.

    21 Sep 2019 12:04
  • Foto di Vincenzo Merlino

    Vincenzo Merlino dice:

    Speriamo Direttore, speriamo lo abbiano capito i governanti, i policy maker e i cittadini stessi (sono almeno cinquant'anni che se ne parla e che si susseguono trattati, regolamenti, direttive e leggi che vorrebbero essere efficaci, ma che nei fatti non lo sono, almeno negli effetti deleteri sull’Ambiente). Stiamo comprimendo da tempo il Pianeta con la richiesta incessante di risorse naturali da un lato e con le emissioni, nonché sversamenti di rifiuti e sostanze nocive dei processi (industriali e non) e legati agli stili di vita, dall'altro. Fino a quando la ricerca sempre più aggressiva dei propri interessi e utilità, ma anche di consensi immediati per la classe politica, avranno il “sopravvento totale” sulla "visione di futuro" e del fare le cose in un "contesto allargato" e per il "bene di tutti" senza scaricare sistematicamente i nostri egoismi e i nostri errori sulle generazioni future, saremo inesorabilmente destinati a distruggerlo questo Pianeta. Grazie Direttore per i bei post che ci aiutano a riflettere e a ragionare su temi così importanti come questo. Buon fine settimana. VM

    21 Sep 2019 12:30
  • Foto di Mario Palmiero

    Mario Palmiero dice:

    A pensarci bene è appena un anno più o meno che Greta Thunberg, di soli 16 anni, ha iniziato (per tutti) la sua personale battaglia in favore della Terra. Dalla silenziosa protesta davanti al Parlamento svedese con il cartello “Skolstrejk for klimatet”, sciopero da scuola contro il clima, al movimento globale che si è creato intorno a lei. I #FridaysForFuture – come si sarebbero chiamati i successivi scioperi in tutto il mondo – sono la misura di come il suo gesto solitario sia diventato virale e abbia... cambiato le cose? Beh, sicuramente ci ha dato una bella scossa, che è già tanto. Venerdì scorso il più grande sciopero per il clima di tutti i tempi porta nelle strade di tutto il mondo (come il 27 settembre) centinaia di migliaia di persone, e anche se il movimento di lotta per i cambiamenti climatici già c’era, perlomeno dal 29 novembre 2015 quando in 150 paesi oltre 600 mila manifestanti scesero in strada alla vigilia del summit di Parigi Cop21 per chiedere ai governi mondiali un mondo a energia rinnovabile, dobbiamo ammettere che è oggi grazie a Greta che è diventato un fenomeno mediatico e ha trovato nuova linfa perché - ci piaccia o meno - c’è sempre bisogno di un’immagine, di un simbolo, per attirare l'attenzione. Greta Thunberg ha acceso la miccia che ha dato fuoco alle polveri; già questa è una grande vittoria della sua battaglia personale ma la guerra, la guerra è ancora lunga.

    21 Sep 2019 19:22
  • Foto di Emanuela Grippo

    Emanuela Grippo dice:

    Siamo sicuri che la riflessione più grande è quella sull' ambiente? Sono tante le riflessioni a cui prestare attenzione non prendendo di vista L etica e la coscienza di un benessere comune e totale senza differenze. Grazie. Emanuela Grippo

    27 Sep 2019 21:16

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