L'editoriale del direttore Elio Pariota:"Genio di un migrante"

"Nessun amico se non le montagne: racconto dalla prigione di Manus". La critica lo giudica un libro- capolavoro. Per il quale il 35enne iraniano di etnia curda - Behrouz Boochani – ha vinto due premi Victorian, per la saggistica e per la letteratura, nonché un assegno da 80mila euro. Nulla di sensazionale, se non fosse che l’autore è un migrante clandestino da sei anni confinato sull’isola di Manus.  Proprio così. L’Australia – dove era diretto – gli ha sistematicamente negato la richiesta di asilo e lo tiene relegato su quest’isola della Papua Nuova Guinea. Dalla sua baracca, senza un computer, ha scritto tramite WhatsApp il suo romanzo autobiografico: messaggino su messaggino inviati al traduttore e voilà, un successo che ha del clamoroso. Qualcuno ha scritto che Il genio impara solo da se stesso, il talento soprattutto dagli altri. Il migrante in questione entra di diritto nella prima categoria.

Commenti

  • Foto di Maria Grazia Di Nanno

    Maria Grazia Di Nanno dice:

    Davvero interessante e sorprendente. Una dimostrazione che oggi, la comunicazione non ha confini e distanze perché a vincere è sempre il coraggio e la forza di esprimere pensieri e idee laddove i silenzi possono fare un gran rumore.

    02 Feb 2019 11:15
  • Foto di Gianluca Gallina

    Gianluca Gallina dice:

    Talvolta l'estro, si manifesta in particolari condizioni.La chimica e le restrizioni, non possono controllare la natura, soprattutto, se si parla di quella umana.

    02 Feb 2019 11:18
  • Foto di carmine piscopo

    carmine piscopo dice:

    Goccia alla nota del Direttore Pariota “Genio di un migrante”. Immagine: Migrante e donna anziana guarda il suo smartphone. Caro Direttore, l’adam contiuna a meravigliarci per le sue costitutive risorse primigenie quali fulgori abbaglianti di scintilla divina. L’iraniano curdo ha acuito la mente, in condizioni di necessità estrema. Quanti sentieri interrotti per eccessi di egoismo politico! Sono d’accordo con te sulla distanza siderale tra genio e talento. La genialità (deriva da ingenium, anche da mens) è sussistente nella soggettività individuale quale dono di natura (quasi demone, come dicono i filosofi); la talentuosità, invece, si acquisice con lungo esercizio (studium latino), trasformandosi in bravura e padronanza. Questi sono insegnamenti mancati in ambito accademico, per una paideia negata.

    02 Feb 2019 19:04
  • Foto di Mario Palmiero

    Mario Palmiero dice:

    Quando ho letto della notizia che l’Australia ospitava i propri migranti clandestini in una struttura su un’isola della Papua Nuova Guinea, mi è subito venuto in mente un qualcosa simile a Cast Away (il noto film di Tom Hanks protagonista), ma più attrezzato ed accogliente. Insomma un mezzo paradiso, e comunque dieci volte meglio del CARA di Mineo… Invero, la realtà è ben diversa ma non è questo l’oggetto del discutere; qui c’è l’evidenza di come una persona speciale sia tale e riesca ad emergere in qualsiasi condizione e – fissato un obiettivo – raggiungerlo con gli strumento a sua disposizione. Ed ecco che si arriva anche a scrivere un romanzo con WhatsApp, con costanza, un poco per volta, senza mai cedere alla difficoltà. Migrante? Non migrante? Che importa.

    03 Feb 2019 19:41

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