L'editoriale del direttore Elio Pariota:"Futuro? Umanità aumentata"

Gli italiani passano online in media 6 ore e 4 minuti al giorno. Molto al di sotto delle 10 ore e 2 minuti dei filippini e delle 9 ore e 29 minuti dei brasiliani, ma ben al di sopra delle 3 ore e 45 minuti dei giapponesi.  Il Global Digital Report 2019 ha fotografato il tempo trascorso in Internet nei vari Paesi del mondo restituendoci uno spaccato di società globale ancora lontana dal fare il pienone nella Rete: si pensi che solo nell’ultimo anno ben 360 milioni di persone si sono collegate online per la prima volta. Ma le medie lasciano il tempo che trovano. Perché se da una parte ci sono i neofiti della Rete, dall’altra avanza l’esercito di internauti che in essa vive e si nutre. Il trend è inesorabile: andiamo verso la cosiddetta “umanità aumentata”, concetto che esalta l’interazione tra l’uomo e la macchina (robot). Un futuro prossimo che genera ansie e timori. Ma che aprirà la strada a traguardi prima inimmaginabili.

Commenti

  • Foto di edambrosio

    edambrosio dice:

    Salve. Io appartengo a quella schiera di persone che guarda i rischi del progresso illimitato e si chiede se questa "umanità allargata" valga il prezzo della disumanizzazione dell'essere umano e della perdita valoriale che caratterizza la vita del terzo millennio.

    13 Jul 2019 14:17
  • Foto di carmine piscopo

    carmine piscopo dice:

    13 luglio 2019. Stilla al post del Direttore Elio Pariota “Futuro? Umanità aumentata”. Immagine: donna tra simbionti . Caro Direttore, non temiamo i 360 milioni di neocybernauti, ma la maledizione dell’homme machine, ossia l’accezione funzionalistica della mente umana quale configurazione di bit che può transitare da un supporto materiale all’altro, tanto da fare ipotizzare la “fine della storia e l’ultimo uomo”, ovvero l’uomo dopo l’uomo. In quaranta anni di virtuale le metafore sorte con l’uomo di Turing sono tante, dal brainframe all’essere digitali, dal digitale nativo al cyborg, dal neuromante al simbionte, tutte morfologie dell’umano coniugato con l’eletronica computerizzata con la connessa nientificazione della mente, per fare spazio al Grande Altro Digitale il quale espolia identità e dignità alla persona quale principio originale sussistente e neutralizza l’azione di una corretta paideia.

    13 Jul 2019 18:27
  • Foto di Vincenzo Merlino

    Vincenzo Merlino dice:

    Autore "Frankie hi-nrg mc", anno 1997, brano "Quelli che ben pensano": lo ascoltavo ieri per caso in un servizio alla televisione e come al solito il post del Direttore mi fa riflettere; fine '90, periodo ante social e ante smartphone, in generale ante smart experience, strumenti (che rimangono tali, l'uso che se ne fa dipende sempre dagli uomini) e paradigmi tecnologici diversi e progrediti (ma quanti se ne sono visti nel corso dell'umanità), ma la società è veramente cambiata oggi o è la storia che si ripete? Il dubbio mi rimane. Forte. La storia di 22 anni fa raccontata nel testo mi sembra attualissima e altresì replicabile agli anni precedenti a quel periodo. Buon fine settimana.

    14 Jul 2019 12:10
  • Foto di Mario Palmiero

    Mario Palmiero dice:

    Isaac Asimov dal 1940 in poi, e quindi quasi 30 anni prima dello sbarco dell’uomo sulla Luna, aveva già anticipato i tempi di oggi nei suoi romanzi visionari, successivamente raccolti nell’antologia del 1950, “ I Robot”. Idee ed oggetti che solo 20 anni fa sembravano pura fantascienza, di là dal realizzarsi, sono oggi a disposizione di tutti come il mio smartwatch da pochi euro, il gioiello futuristico dei film di James Bond degli anni ’70 e, con questa accelerazione tecnologica così esponenziale, l’idea di una simbiosi tra l’uomo e la macchina non appare più così lontana. Ma il confine quale sarà? Lo stesso Asimov si pose per primo questa domanda. Un uomo mutato in macchina al 90% che mantiene un cervello umano è ancora un uomo? Ma è il cervello la sede della nostra umanità? Senza deviare nel filosofico, credo semplicemente che la tecnologia sia di per sé né buona né cattiva; è come un’arma, che allo stato potenziale è solo un pezzo di ferro. È la nostra umanità che la guida in un verso o nell'altro e non bisogna provare per essa né ansie né timori maggiori rispetto a qualunque altra cosa. Va benissimo l’umanità aumentata, purché a governarla sia sempre… l’umanità.

    14 Jul 2019 19:18

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