L'editoriale del direttore Elio Pariota:"Europa, il trionfo delle cattive abitudini bilaterali"

Il 75 per cento dei cittadini europei è favorevole all’euro. E apprezza i benefici dell’integrazione economica. Il Presidente della Bce Mario Draghi in proposito non ha dubbi. E neppure noi. Ma il calo di fiducia nelle istituzioni dell’Unione –  dal 57% del 2007 al 42% di oggi – la dice lunga sul sentimento reale che serpeggia nel Vecchio Continente. Alcuni Stati sono vulnerabili più di altri alla globalizzazione, tuttavia il direttorio franco-tedesco sembra non accorgersene. E va avanti applicando lo schema classico delle relazioni bilaterali: discussione, condivisione e somministrazione delle decisioni ai terzi. La creazione di un eurobudget, al quale avranno accesso solo i Paesi con i conti in ordine e che faranno le riforme, cristallizza l’idea di un’Europa a più velocità. Insomma il tempo passa, ma le cattive abitudini restano. E con esse tramontano definitivamente le velleità di disegnare un’area culturalmente e politicamente coesa e solidale.

Commenti

  • Foto di Immacolata Pollice

    Immacolata Pollice dice:

    Indietro non si torna, ma un' Europa intesa come asse Germania-Francia mal si digerisce. Trepidante si attendono le elezioni per mandare a casa questa classe dirigente che ha messo in luce per lo più gli interessi di lobby specifiche, sorde al malessere dei popoli, e purtroppo anche tanta corruzione. Si dovrà giocoforza cambiare e cercare di attuare seriamente l'Europa dei popoli tanto cara a Spinelli attraverso una seria federazione di Stati giustappunto da contrapporre, in questa economia globale, ai colossi USA e Cina. Avanti, il cambiamento è inevitabile nonostante gli errori commessi.

    23 Feb 2019 14:30
  • Foto di Mario Palmiero

    Mario Palmiero dice:

    Mentre Francia e Germania si spartiscono l’Europa e blindano l’asse franco-tedesco, la domanda che dobbiamo porci è cosa può fare l’Italia in questo momento. Perché quest’asse che decide di controllare l’Europa, mettendo da parte anche l’Unione europea, di fatto è un campanello d’allarme per tutti gli Stati membri, ma in particolare per l’Italia. Italia che tra l’altro ha avviato da tempo una politica di forte avversione nei confronti della Francia, mentre con la Germania i rapporti non sono idilliaci, ma paradossalmente migliori rispetto a quelli con i “cugini” d’Oltralpe. Ma siamo la terza potenza dell’Unione europea, e il fatto che Berlino e Parigi rafforzino l’asse franco-tedesco, non è da considerare un qualcosa di estremamente positivo per la nostra strategia europea perché è del tutto evidente che possono influire (e molto) sul futuro dell’Europa e dunque dell’Italia. Certo uno degli appuntamenti più attesi dell’agenda politica internazionale è sicuramente il 28 maggio, data, ormai vicinissima, delle prossime Elezioni europee. Attesa da molti, temuta da altri, è destinata a ridisegnare il volto dell’Europa, riscrivendo gli equilibri futuri, ma intanto l’Europa ha già gettato le basi di un cambiamento piuttosto profondo che porta la firma di Francia e Germania. Morale della favola: gli altri vanno avanti, noi stiamo a guardare, con un governo alle prese con l’ennesima bocciatura dell’Ue sulla manovra e che cerca, al contempo, di trovare la quadra tra alleati, con Salvini sempre più uomo forte e Di Maio reduce dalla doppia débacle elettorale in Abruzzo e Sardegna costretto a fare i salti mortali per riguadagnare terreno e fiducia della base…

    08 Mar 2019 17:32

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