L'editoriale del direttore Elio Pariota: "Ripristino del servizio di leva obbligatorio. No, grazie!"

Emmanuel Macron - unico presidente della storia della Francia a non aver sostenuto il servizio militare obbligatorio – vuole ripristinare la leva abolita nel lontano 1997 estendendola anche alle ragazze.

Si profilerebbe una combinazione tra servizio civile e militare, con una durata variabile da tre a sei mesi, destinata a non incidere sui percorsi universitari. “Rispetto, Educazione e Integrazione” sono i tre valori sui quali formare le nuove generazioni (circa 700mila giovani ogni anno).

La decisione fa discutere. In Italia c’è chi storce il naso e chi plaude all’iniziativa confidando in una replica in salsa nostrana. Mi schiero tra i primi. E non perché neghi la funzione storica dell’obbligo del servizio di leva, ma in quanto la ritengo operazione inadeguata (e costosa) rispetto all’esigenza di ben altre professionalità per la nostra Difesa.

E poi siamo seri: affidare ad una simile riforma il rafforzamento del rispetto delle regole, dei valori educativi, dell’integrazione tra le diverse classi sociali, suonerebbe come un improprio esercizio di supplenza; che andrebbe a certificare frettolosamente un fallimento culturale della famiglia e delle Istituzioni.

No, il senso di appartenenza ai valori della République lasciamolo ai proclami francesi. Ai nostri giovani serve meno leva obbligatoria e più lavoro.

Commenti

  • Foto di Massimo

    Massimo dice:

    Evitando dietrologie (non sempre inutili od inefficaci per il valore intrinseco che sovente contengono) non sono d'accordo con la visione suppletiva delineata dal direttore generale: piuttosto, data la fragilità di un sistema che non di rado dimostra inadeguatezze, parlerei di funzione integrativa, di rafforzamento precettivo di regole poste a fondamento del vivere quotidiano. Oltre la necessità, sempre più avvertita, di consolidare un sentire unico che rafforzi l'amor patrio con sentimenti di consapevole appartenenza. Che ben venga!

    17 Feb 2018 15:49
  • Foto di Luca

    Luca dice:

    Caro Massimo, mi complimento per il tuo linguaggio volutamente criptico in perfetto stile politico. Il problema non è nell'obbligatorietà o meno della leva. Il problema sono le risorse economiche destinate alle forze armate. Se non si investe di più nella difesa ha poco senso parlare di leva

    17 Feb 2018 15:59
  • Foto di Giovanni

    Giovanni dice:

    Al di là del ripristino del servizio di leva che dovrebbe essere se fatto piu congeniale sullo stile svizzero ma siccome ripudiamo la guerra...e ci sono pochi soldi e siamo mal organizzati ...finirebbe per essere un magna magna....lo dico da uno che ha fatto il militare....credo che prima di fare queste proposte renzi dovrebbe fare anche lui il soldato di leva...poi vediamo se propone di.nuovo

    17 Feb 2018 17:41
  • Foto di Massimo

    Massimo dice:

    Ciao Luca, temo di essere stato frainteso. E comunque, la questione posta dal direttore generale, che ha richiamato in parafrasi il presidente francese, non credo si indirizzi al modello difesa nella sua più autentica significazione. Il tema vero è in quel rispetto, educazione ed integrazione che sovente sfuggono ai giovani di oggi. La famiglia, la scuola, la società civile possono non bastare: qui la funzione aggiuntiva, non sostitutiva, di un mondo, quello militare, che si nutre, quando non adulterato, di valori imprescindibili. Sulla possibilità, e qui mi allaccio a quello scritto da Giovanni, che qualcuno possa lucrarvi, beh, voglio essere controllatamente ottimista! (ritengo si speculi già su tutto)

    18 Feb 2018 10:32
  • Foto di carmine piscopo

    carmine piscopo dice:

    Caro Direttore, hai ragione ancora una volta. Non ha senso ripristinare la leva obbligatoria, men che mai per le donne. La difesa della Nazione abbisogna di elevate professionalità per padroneggiare armi sempre più sofisticate e di ultima generazione. Lasciamo che i tremendi strumenti di guerra siano gestiti correttamente da professionisti pretti. Alle giovani generazioni serve bene altro, prima di assicurare loro un lavoro congruo e confacente a precise aspirazioni e puntuali competenze. Occorre offrire ai giovani una paideia capace di attingere l'eccellenza, ripotenziando le istituzioni che sono preposte a tale fine, a principiare dalle agenzie formative primarie quali la famiglia, i sistemi di informazione formali ed informali e, soprattutto, le scuole alle quali necessita che lo Stato politico assegni maggiori risorse economiche e, soprattutto, rinnovata dignità.

    18 Feb 2018 21:09
  • Foto di alberto

    alberto dice:

    ricordo agli avventori , che nonostante le difficoltà in Italia se non lo sfasciano del tutto esiste il servizio civile nazione della durata di 12 mesi che il sottoscritto ha fatto ogni anno viene pubblicato il bando e siamo arrivati a 50.000 giovani che lo svolgono anche all'estero, lasciamo stare il servizio militare, il sottoscritto lo ha svolto per un anno insegnando l'Italiano agli stranieri nelle scuole , e lavorando nel magazzino del coordinamento sbarchi a Reggio , quindi lasciate perdere , viene retribuito meno rispetto al servizio militare visto che si tratta di 430 euro/mese dovrebbe essere aumentato almeno a 500 euro perchè rispetto al servizio militare si viene pagati meno loro circa sui 900 se non erro.

    05 Apr 2018 10:52

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati dal simbolo *