L'editoriale del direttore Elio Pariota: la resa di Maggy

L’hanno ritrovata senza vita nella sua casa ad ovest di Parigi. Ai piedi del letto la pistola d’ordinanza insieme ad una lettera d’addio. Quasi certamente un suicidio. Maggy Biscupski, 36enne bionda dagli occhi azzurri, diventata il simbolo del movimento “Poliziotti in collera” se ne è andata così, forse vittima dello stress generato da quell’odio sociale contro le forze dell’ordine (in Francia 51 suicidi nel 2017 e una trentina nel 2018) che si era prefissa di contrastare. Non era soltanto un poliziotto: rappresentava il megafono attraverso il quale emergeva la denuncia degli agenti esposti ai pericoli dei sussulti nelle banlieues degradate, della criminalità crescente, della minaccia terroristica; incarnava la rabbia della categoria nei confronti di una classe politica percepita come distinta e distante dalla quotidiana realtà. La resa di Maggy è il conto salato di un malessere sociale che non serpeggia soltanto nella società francese, ma avanza a vario titolo in tutte le democrazie occidentali. Le cui fondamenta rischiano di soccombere per sopravvenuta inadeguatezza.

Commenti

  • Foto di Giuseppe

    Giuseppe dice:

    Caro direttore, parla una persona che ha prestato servizio in una grande istituzione nazionale. E' un grande problema a livello Europeo, sembra una problematica che solo quando succede qualche caso, per pochi giorni qualche testata nazionale ne parla, poi va tutto nel dimenticatoio. Senza poi pensare che fino a qualche anno fa, erano notizie che difficilmente venivano rintracciate in rete e nelle testate nazionali.

    17 Nov 2018 13:43
  • Foto di Mario Palmiero

    Mario Palmiero dice:

    Quello dell'odio sociale contro le forze dell'ordine che rappresentano lo Stato è un fenomeno estraneo all'Italia e ciò nonostante non meno preoccupante se si pensa che tocca i nostri vicini di casa. In Francia non parliamo della dicotomia stato/criminalità, ma di un avversione della società civile contro le forze dell'ordine che sono viste come la mano armata di un governo sempre più inviso, e le cronache di questi giorni ne sono la testimonianza più evidente. Ma altrettanto preoccupante è questa apparente indifferenza dello stato verso le proprie forze dell'ordine tale da non riuscire a tutelarle fino a dar corso a fenomeni aberranti come quelli che hanno portato al suicidio di più di 50 poliziotti nel solo anno passato. E in mezzo la polizia. Un orrore.

    19 Nov 2018 08:28

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