L'editoriale del direttore Elio Pariota: Italia multietnica

Quello diramato dall’ISTAT assomiglia ad un bollettino di guerra. L’Italia è sì in declino demografico, ma le proporzioni allarmano: siamo ormai 55 milioni di abitanti, in luogo dei 60 milioni ai quali eravamo abituati. Non è tutto. Negli ultimi 5 anni è come se dal territorio italiano fosse scomparsa una città grande come Palermo, con 677mila abitanti. Culle vuote e popolazione che invecchia, non proprio un quadro esaltante. A maggior ragione dopo una lunga recessione economica che ha lacerato corpo sociale e conti pubblici. La presenza sempre più stabile degli stranieri (8,7% della popolazione residente) ci salva – per ora - da un disastro annunciato. In questa stagione di dibattito acceso sui migranti che si dirigono verso le nostre coste, il dato appare quasi beffardo. Perché certifica che la nostra bella Penisola dovrà aggrapparsi alla moltitudine straniera per rigenerarsi demograficamente. Qui non si tratta di ipotizzare se l’Italia possa diventare multietnica. Si tratta di prendere atto che lo è già.

Commenti

  • Foto di carmine piscopo

    carmine piscopo dice:

    6 luglio 2019. Briciola al post del Direttore Elio Pariota “Italia multietnica”: Immagine: volti di stranieri dipinti con bandiere italiane. Caro Direttore, nello spaccato epocale attuale antropocenico contrassegnato da inaudita iperfatazione insulsa, ci accorgiamo – per la verità sempre tardi – delle esiziali beffe reali. Il decremento demografico è inarrestabile; l’intrusività abusiva o legale è incontrollabile; l’ibridazione umana universale è attuale. Paghiamo inconsaputamente gli erroei politici che hanno obliterato il prezioso investimento in paideie solide e produttive.

    06 Jul 2019 12:47
  • Foto di Vincenzo Merlino

    Vincenzo Merlino dice:

    I neo-malthusiani avranno di che gioire osservando l'italico andamento demografico e i fautori della teoria probabilistica del "Giorno del Giudizio" ulteriori elementi per sostenere i loro studi d'inferenza bayesiana sulla popolazione mondiale, preconizzando la fine del mondo, Io, invece, da semplicissimo cittadino italiano ed europeo, seppur stigmatizzando le politiche passate che non hanno forse saputo intercettare e porre rimedio a tale decadimento della ns popolazione, non vorrei considerare la diversità etnica come un'ineludibile punizione a questo trend negativo, ma di converso considerarla una epocale e importante risorsa/opportunità sociale, nonché produttiva. Grazie Direttore come sempre per gli ottimi spunti di ragionamento che ci offre settimanalmente.

    06 Jul 2019 20:52
  • Foto di Ida Lanzara

    Ida Lanzara dice:

    Concordo con l'analisi del direttore e con il commento di Vincenzo Merlino.

    07 Jul 2019 07:42
  • Foto di Mario Palmiero

    Mario Palmiero dice:

    Sono d’accordo con il Professore Piscopo quando dice che paghiamo gli errori di una politica che non ha voluto, e ancora oggi non vuole, costruire un progetto di educazione e di formazione umana di più ampio respiro e in grado di includere le politiche di sviluppo e di crescita demografica. Non per questo tuttavia dobbiamo rassegnarci all'idea che ci vogliono inculcare che la soluzione sia in un’ibridazione della quale si dovrebbe addirittura essere grati. Ma scherziamo! Bisogna rifiutare con forza l’idea che la contaminazione di altre etnie (che poi nel nostro caso sono esclusivamente quelle che risalgono dal Sud del mondo con tutto quello che ne consegue) sia un accrescimento per l’Italia; che accrescimento c’è nell'essere invasi da popoli tanto aggressivi, per non dire selvaggi, che ti entra in casa legalmente e illegalmente, e che pretende di importi la sua religione, i suoi costumi e le sue usanze insultando, rifiutando e distruggendo giorno dopo giorno la nostra cultura, le nostre tradizioni - financo la nostra religione per chi crede - ignobilmente sostenuti da una classe politica di miseri e miserevoli. L’identità di un italiano e di qualunque popolo è nella sua storia, non nella numerosità della sua popolazione e io rigetto quest’idea buonista della mescolanza come accrescimento. Lo so che sono radicale, non importa, ma meglio 50 milioni di italiani che 70 di ibridi. La perdita della propria identità, quella è la morte di un Paese, nient’altro.

    07 Jul 2019 19:12
  • Foto di ALESSANDRO VILLA

    ALESSANDRO VILLA dice:

    Che triste presentimento mi sopraggiunge quando leggo parole come "ibridazione" o peggio, "selvaggi", quasi fossimo tornati nel 1935 pronti a civilizzare con fiero piglio romano le barbare genti d'Africa... Come al solito la Storia non ci insegna nulla e non riusciamo a capire che l'integrazione, l'inclusione, peraltro spiegati così bene da tanti corsi di questo Ateneo, sono l'unica via per adeguarsi alla nuova realtà su cui, questo sì, pesano anni di scellerate scelte politiche. Non solo italiane, va da sé

    08 Jul 2019 07:46

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