La cucina italiana tra cultura, marketing e comunicazione

Che la cucina italiana rappresenti una parte importante della nostra cultura è un dato di fatto. L’Italia è il primo Paese in Europa per numero di prodotti di qualità certificata (280 Food e 523 Wine). Siamo primi produttori al mondo di vino con 48,9 milioni di ettolitri nel 2015. Ma siamo anche il secondo Paese al mondo per numero di ristoranti stellati (334). L’export agroalimentare italiano nel 2015 ha registrato un fatturato di 36,8 miliardi di euro, il 7,4% in più rispetto al 2014. L’obiettivo dei produttori è raggiungere i 50 miliardi entro il 2020. Il piano di internazionalizzazione del Governo prevede 70 milioni di euro solo per il settore agroalimentare, mentre il Ministero delle politiche agricole è l’unico al mondo ad avere accordi con eBay e Alibaba per rimuovere i falsi prodotti Dop e Igp italiani dagli scaffali virtuali. Unire cultura, gastronomia e istruzione, dunque, può essere una ricetta valida per promuovere il nostro paese all’estero. È stato presentato questa mattina alla Farnesina il Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione all’Estero della Cucina Italiana di Alta Qualità. IL PROTOCOLLO è stato sottoscritto dal Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina. All’evento hanno partecipato anche gli Ambasciatori dei Paesi G20, Istituzioni ed Enti della cultura e dell’economia, nonché alcuni degli chef più apprezzati del panorama italiano e internazionale.L’iniziativa – spiegano i promotori - si inserisce nel quadro del ‘Food act’, il piano di azione promosso dal Governo per valorizzare la cucina italiana di qualità, e intende dare continuità all’esperienza di Expo Milano 2015, coordinando un piano di azione per valorizzare le eccellenze enogastronomiche italiane. Saranno coinvolti anche MISE, ICE-Agenzia, CONI, Unioncamere e Assocamerestero. In particolare, nel biennio 2016-2017 le azioni promozionali riguarderanno Stati Uniti, Giappone, Repubblica Popolare Cinese, Federazione Russa, Emirati Arabi Uniti e Brasile. Il programma di eventi è ambizioso. Si parla della Settimana della cucina italiana organizzata da Ambasciate, Consolati e Istituti italiani di Cultura nell’ultima decade di novembre; Master class dirette a chef stranieri per diffondere i valori della Dieta Mediterranea e promuovere la conoscenza delle eccellenze agroalimentari e vitivinicole italiane; Borse di studio per chef italiani under 30; Giornate italiane dedicate alla cucina di qualità promosse dal CONI in occasione di eventi sportivi internazionali, a partire dai Giochi Olimpici di Rio 2016. Per la prima volta, inoltre, l’agroalimentare italiano ha un segno unico, THE EXTRAORDINARY ITALIAN TASTE, utilizzato per il coordinamento di tutte le iniziative di promozione e comunicazione a livello internazionale e per contrastare con maggiore forza il fenomeno dell’italian sounding. Questo consente di affiancare le iniziative degli Enti e delle aziende, recuperando terreno sui mercati esteri come Stati Uniti, Canada, Brasile, Russia, India, Cina, Europa, Turchia e Australia, rispetto a Paesi concorrenti che già adottano marchi di questo tipo con successo. Il segno unico è stato presentato lo scorso maggio ad Expo Milano 2015 e a giugno ha debuttato a Chicago, in occasione della fiera Fmi Connect. A dicembre, inoltre, è partita negli States la campagna promozionale del Made in Italy agroalimentare con un video realizzato da Silvio Muccino, ben visibile anche nel cuore di Manhattan, a Times Square. Insomma, questa volta sembra si faccia davvero sul serio.  

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