Intervista all'attore statunitense Nat Wolff

Intervista e traduzione a cura di Federica Durante

Anche quest’anno l’Università Telematica Pegaso è presente all’Ischia Global Film & Music Festival, evento ideato e prodotto da Pascal Vicedomini in associazione con l’Accademia Internazionale Arte Ischia presieduta da Giancarlo Carriero, promossa con il Mibac-Dg Cinema, la Regione Campania e presidenza del Consiglio. 

Quest’anno, la kermesse è presieduta dallo sceneggiatore premio Oscar Steven Zaillian e dalla produttrice Trudie Styler.

Tante le star nazionali e internazionali giunte sull’Isola Verde, tra loro, il giovane attore statunitense Nat Wolff, conosciuto per la celebre serie televisiva The Naked Brothers Band prodotta dall’emittente televisiva Nickelodeon.

E proprio con Wolff, abbiamo parlato del suo rapporto con la tecnologia.

Nat Wolff:Ho appena finito le riprese di questo film intitolato Mainstream che tratta la dipendenza dai social media e dalla tecnologia, che può essere distruttiva per la creatività, in quanto tramite di false comunicazioni, di false connessioni, meccanismi di annullamento collegati alla stessa parte del cervello responsabile della creatività. Dunque a volte è necessario spegnere il telefono, lasciarlo nella propria stanza, uscire per un giorno intero e lasciare che il cervello si svuoti di ogni pensiero, darsi la possibilità di meditare o di fare qualcosa che possa schiarire la mente, in modo da poter essere più creativo.

Tuttavia, la tecnologia ha ovviamente aiutato davvero tante persone, le stesse che non hanno contratti discografici o la possibilità di andare in uno studio di registrazione per creare la propria musica; sai, d’altronde oggigiorno tutti possono fare un film su un I-phone, non hai bisogno di 10 milioni di dollari per farlo. Quindi ci sono molti pro e contro, come per tutto.

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